Cosa possiamo dire noi giovani?

L’articolo della provincia,WP_20170311_15_03_25_Pro 9 marzo 2017, sull’accusa del troppo alcol e del Mercoledrik in piazza Garibaldi a Cantù da parte della TV7 e di Rai Uno, non è di certo passata inosservata.
La critica è stata mossa per via dello sballo incontrollato che a volte alimenta la piazza in alcune serate.

Oggettivamente questo è un problema percepito: perché da una parte si ha una città con un punto di aggregazione e condivisione per i giovani ma dall’altra una situazione ad alto rischio dove aree poco controllate risultano “terre di nessuno” dove tutto è lecito.

A parer nostro non basta puntare il dito, elencando i problemi ma serve risolverli.
La volontà è quella di strutturare una movida sana e continua, aperta a tutti e rispettosa delle regole e delle persone. Questo per permettere il semplice svolgimento delle serate che altrimenti andrebbe in modo naturale ad esaurirsi a causa dei troppi problemi.

Come Giovani Democratici di Cantù e come Pd, stiamo lavorando ad un progetto #Cantùcolsegnopiù riguardante tra le varie cose la movida.

Pochi punti ma ben chiari:
1)aree chiuse al traffico nei periodi estivi del Mercoledrink.
2)migliore illuminazione pubblica con lampioni intelligenti(vede iniziativa di lunedì sulle smart city) capaci di fornite internet in determinate ore del giorno e riferimenti per telecamere di sicurezza. Con particolare attenzione al sagrato della chiesa di San Paolo(una delle zone più sensibili).
3) Bagni chimici nelle serate estive del mercoledrink
4) coordinamento dei bar per la raccolta rifiuti e per la sicurezza
5)campagne di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol, contro la sporcizia in centro e contro la ludopatia. Veri e propri manifesti e incontri.

Poche idee precise e puntuali, per una #Cantùcolsegnopiù

Ecco anche l’articolo pubblicato oggi dal Canturino http://www.canturino.com/cantu/movida-giovani-democratici-sullabuso-alcol-un-problema-risolvere

Luca Emilcare – Segretario GD Cantù
Roberto Bianchi – Partito Democratico

“L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave”.

palline-albero-nataleIl 2016 è stato un anno che ci ha tenuti impegnati su più fronti, sia a livello nazionale sia a livello locale. L’impegno mostrato nelle nostre battaglie ci ha insegnato facce differenti della politica e non in tutti i casi questo impegno ci ha portato alla vittoria. Possiamo dire che quest’anno abbiamo riconosciuto i nostri limiti e che il 2017 sarà un anno decisamente migliore.
Ci proiettiamo nel 2017 con l’obiettivo di continuare a coinvolgere la nostra generazione facendo comprendere che la “politica” è una realtà di tutti.
Non c’è modo migliore per definire il futuro con questo pensiero di Victor Hugo: “L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave”. Con questo vogliamo dire che chi ha seminato nel passato, forse ha trovato la chiave per aprire le porte ai suoi sogni e ai suoi obbiettivi.
Con questo messaggio rinnoviamo i nostri auguri di natale e di fine anno, con la speranza che il 2017 sarà un anno migliore per tutti, ricco di impegno e di soddisfazioni.

Tanti auguri da parte dei Giovani Democratici di Cantù.

Mario Fionda – Vicesegretario GD Cantù
Luca Emilcare – Segretario GD Cantù

Quarta Edizione dei Volti del Linguaggio

 

wp_20160926_16_29_13_rich-3Dal 30 settembre nelle scuole di Cantù prenderà nuovamente avvio la rassegna dei Volti del Linguaggio, organizzata, da ben quattro anni, dall’associazione culturale Cantù Oggi.
La tematica centrale della quarta edizione è la “Giustizia”, argomento che è alla base dei nostri rapporti umani e delle nostre condizioni sociali e abituali. Questione ampia e per certi aspetti intricata sulla quale, spesso e volentieri, ci si ingarbuglia facilmente.
Noi Giovani Democratici di Cantù siamo onorati di aver contribuito con i nostri fondi a queste conferenze, che sempre di più necessitano di attenzione e riflessione e per questo motivo vi invitiamo a seguire e a partecipare a questa rassegna.
La prima iniziativa dei Volti del Linguaggio si svolgerà venerdì 30 settembre alle ore 21 e avrà luogo nell’istituto superiore ISISS Sant’Elia di Cantù, in via Sesia 1.
La prima serata si apre con il titolo “La Giustizia non è di questo mondo” e affronterà le relazioni tra diritto naturale e diritto positivo, relazioni che hanno radici nella filosofia greca. Giancarlo Montorfano, direttore di Cantù Oggi e giornalista della Provincia, Maurizio Mori, professore ordinario di bioetica all’Università di Torino e Giorgio Maria Zamperetti, professore ordinario di diritto Commerciale dell’Insubria di Como, dialogheranno su questo tema tra loro e con il pubblico.
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito del Cantù Oggi in basso in descrizione.

Sito Cantù Oggi: http://www.cantuoggi.it/site/

Luca Emilcare
Segr. Giovani Democratici Cantù

Festa de l’Unità 2016

Domenica 24 luglio si è conclusa la Festa de l’Unità 2016, la festa che ogni anno fa ritrovare cittadini canturini ma non solo. Una festa apprezzata da molti. Come ogni anno sono stati organizzati, grazie al lavoro di molte persone, dibattiti, iniziative, concerti. 

In breve una festa che nel tessuto canturino non passa e non è passata inosservata.
Quest’anno, come molti sanno, al parco del Bersagliere si è svolta anche la festa dei Giovani Democratici della regione Lombardia che ha promosso innumerevoli iniziative, sia con dibattiti politici dedicati al futuro dell’Unione Europea dopo il referendum sul Brexit oppure alle vicende storiche e agli sviluppi della nostra giovanile. Poi con tavoli di lavoro nei quali abbiamo discusso di cultura e di turismo in Lombardia, di accesso al mondo del lavoro e di quali strumenti e di quali opportunità siano disponibili per i giovani dopo la fine degli studi. Insomma, sono stati affrontati temi fondamentali per noi giovani che ci hanno trasmesso pensieri e riflessioni che dovranno essere mutati in azioni concrete nel mondo reale. Soprattutto nei territori in cui viviamo e in cui dedichiamo all’attività politica il nostro tempo.
Grazie al Pd canturino sono state organizzate iniziative sulle leggi ambientali, sul Referendum Costituzionale, sulle Unioni Civili; inoltre abbiamo trattato un tema come quello della legge di riforma socio-sanitaria.
Dopo la Festa de l’Unità verranno promosse molte altre iniziative da parte del Partito Democratico cittadino e naturalmente da noi Giovani Democratici, iniziative che come quelle passate toccheranno gli argomenti che riguardano Cantù e il canturino e che discuteranno di proposte e soluzioni per risolvere problemi presenti e futuri.

 

Circolo – Giovani Democratici Cantù 

 

“Quale sanità per la Lombardia?”

 

Giovedì 21 luglio alle ore 21:00 presso la Festa de l’Unità di Cantù è avvenuta l’iniziativa dei Giovani Democratici. Il titolo è chiaro “Quale sanità per la Lombardia?”. Durante la serata sono state trattate tematiche recenti e questioni che necessitano di chiarimenti, come la questione dei voucher, spiegata da Sara Valmaggi, vicepresidente in consiglio regionale e consigliera del Partito Democratico in regione Lombardia. Si è discusso anche della legge di riforma socio – sanitaria approvata il 5 agosto del 2015. In particolare si è discusso della “Rivoluzione degli ospedali”, che come cita la legge – le vecchie aziende ospedaliere si trasformano nelle nuove aziende socio-sanitarie territoriali, che fanno anche da assistenza sul territorio. Non ci sarà nessuna chiusura e nessun declassamento di ospedali. – Per Sara Valmaggi questo non è mai accaduto, anzi la situazione si è aggravata ancora di più. Così sono state citate alcune proposte già presentate in regione Lombardia da parte del Pd: “nel progetto di legge del Pd ad essere integrati sono dunque il piano socio-sanitario regionale, i piani socio-anitari territoriali e piani sociali di zona dei Comuni. Il sistema sanitario regionale (SSR) diventa dunque Sistema Socio-Sanitario Regionale (SSSR) e fa capo ad un unico assessorato che include sanità e welfare. La nuova struttura ha un unico bilancio, un’unica direzione con un evidente risparmio di risorse. Nelle scorse settimane l’unificazione in un’unica struttura dei due assessorati, alla Salute e alla Famiglia, è entrata a far parte anche dell’agenda di Maroni, sostanzialmente però respinta dalle forze della sua maggioranza”.

Il secondo intervento era incentrato sui giovani e sulla costante altalena sulla quale oscillano i sistemi sanitari europei costretti da una parte a conciliare la crescente domanda dei servizi sanitari e dall’altra a fronteggiare le necessità sanitarie dei cittadini a livello locale e questo si ripercuote direttamente sulla difficoltà di accesso al mondo del lavoro per i giovani sanitari soprattutto in Italia. Di questo si è discusso con Maria Avitabile, giovane democratica del circolo del Seprio (in provincia di Como) e delegata il segreteria regionale Gd in sanità e cultura.

La serata è stata apprezzata dalle persone intervenute e sono state riscontrate tante considerazioni e domande ai relatori.

Giovani Democratici di Cantù

I documenti per le Elezioni primarie aperte Cantù 2016 del prossimo 13 novembre

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Il comitato promotore per le Elezioni primarie Aperte Cantù 2016 ha ultimato i propri lavori di redazione dei documenti preparatori delle elezioni primarie, e li ha resi noti. Essi sono il Regolamento per le primarie, il Codice di autoregolamentazione per i candidati alla elezioni primarie, la Carta dei Valori che candidati e loro presentatori dovranno firmare all’atto della candidatura, e che sarà firmata anche dagli elettori delle Elezioni primarie, in programma il prossimo 13 novembre 2016.
Tali documenti saranno condivisibili nella pagina Fb del Comitato promotore Primarie Cantù 2016 e sono anche scaricabili nel presente foglio, in calce.
A tali documenti si associano i due moduli per la presentazione della candidatura e quello per la sottoscrizione. Essi andranno presentati al Comitato di garanzia delle elezioni primarie, che ha sede in via Ettore Brambilla, 3 a Cantù, entro il giorno del 3 luglio prossimo venturo.

Diamo inizio a un percorso innovativo e inedito nella città di Cantù, tramite il quale ci candidiamo a governare la nostra città.

Di seguito i link per la condivisione

Regolamento per le primarie aperte del centrosinistra a Cantù (CO), 13.11.2016

Carta dei Valori per le primarie aperte del centrosinistra a Cantù (CO), 13.11.2016

Codice di Autoregolamentazione per le primarie aperte del centrosinistra a Cantù (CO), 13.11.2016

Modello per la presentazione della candidatura:

Modulo per sottoscrizione della candidatura

Tali moduli, oltre ad essere scaricabili on line da questo sito o dalla pagina FB dedicata alle Elezioni primarie aperte Cantù 2016, possono essere recuperati in formato cartaceo presso la sede del PD canturino (in orario d’ufficio), in via Ettore Brambilla, e presso la sede del PSI canturino, in Piazza Giuseppe Parini (alle ore 21 del venerdì).

Il XXV aprile

Troppo ci è vicino quel tempo, anche se tentiamo di coprirlo con gli strati opachi della memoria, se tentiamo talvolta di non lasciar giungere fino a noi quelle voci che non ci lascerebbero vivere come viviamo; che forse vorrebbero che fossimo tanto diversi da quello che siamo.
1461405378_25_aprile-600x335Migliaia e migliaia, decine di migliaia e milioni sono stati condannati a morte in questi anni, pochi sono quelli che sono passati attraverso quelle forme che, per tradizione, eravamo abituati ad associare con quel destino: una qualche sentenza, comunque una dichiarazione di chi condanna, qualche ora di attesa prima dell’esecuzione della sentenza, quasi che a nessuno potesse essere negato un po’ di quel tempo che gli si vuole togliere per sempre, per dare ordine, se può, alle cose sue, e all’animo suo. Forme crudeli perché danno al condannato un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all’uomo il suo più intimo bene, la speranza, ma forme con le quali chi condanna e chi uccide tenta di trovare una giustificazione di quello che fa, tenta di ricorrere a qualche principio superiore, tenta forse di far accettare dal condannato stesso codesto principio, e, sebbene lo uccida, ne riconosce la scienza e la qualità di uomo e tenta, a volte, di farsi, anch’esso, riconoscere e perdonare.
Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, lo sviluppo della tecnologia e della scienza, in altre parole del progresso, è stato di così ampia portata da creare una distanza enorme tra mondo d’oggi e quello degli anni quaranta. La differenza del nostro modo di vivere e pensare, rispetto a quello di mezzo secolo fa, è enormemente più grande di quello che poteva differenziare la civiltà del 1945 da quella di cento anni prima. Se si chiede a un giovane d’oggi qualcosa sul periodo dell’ultima guerra e della Liberazione, si scopre che per molti di loro occorre un non indifferente sforzo di memoria, quasi si trattasse di ricordare le guerre puniche.

Nel rievocare le giornate 25-aprile-festa-della-liberazionedella Liberazione, bisogna rammentare quanto è accaduto e volgere la mente a delle riflessioni con intenzioni essenziali per la nostra società.

“Chi si dimentica della sua storia è condannato a ripeterla”.

 

 

Luca Emilcare

Segr. cittadino Giovani democratici Cantù

Iniziativa “Lavoro in Brianza e le Nuove Tecnologie”

Venerdì sera all’Enaip di Cantù si è tenuto l’incontro di noi Giovani Democratici, su un argomento che ha bisogno di essere sensibilizzato sul nostro territorio. Tema importante quello delle nuove tecnologie, che sono le soluzioni ai problemi pratici ottimizzando alcune procedure lavorative con diversi prodotti che oggi si possono trovare sul mercato. La serata è stata accompagnata da tre relatori, partendo da Enrico Brambilla, capogruppo e consigliere del Partito Democratico in regione Lombardia. Brambilla ha guidato l’intervento con una presentazione statistica sulla disoccupazione dei giovani e come introdurre questi con un approccio ravvicinato con le nuove tecnologie che oggi il mercato richiede sul nostro territorio Brianzolo e Lombardo. Il secondo intervento è stato accompagnato da Giovanni Colombo architetto dell’albo Monza e Brianza, trasmettendo l’importanza fondamentale della qualità nei diversi prodotti e la misurazione che può essere calcolata con competenze specifiche sull’argomento. Questo aspetto è sostanziale per un’aspirante che vuole intraprendere la strada dell’imprenditoria, in modo tale da avere competenze tecniche- professionali. Infine il terzo intervento è stato guidato da Enrico Benati titolare dell’azienda “Benati Enrico & C” del settore metalmeccanico, non che presidente della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato della piccola media impresa) della provincia di Como. Ci ha esposto ad una visione territoriale delle aziende e la collaborazione che esiste tra scuola e azienda. Inoltre è stato relazionato il cambiamento che le nuove tecnologie (es. macchine CNC, computer numerical control) hanno portato all’interno del suo posto di lavoro

L’iniziativa è stata apprezzata dai presenti con un notevole dibattito che ha soddisfatto il pubblico.

 

Luca Emilcare
Segr. cittadino Gd Cantù

Il Lavoro in Brianza e le Nuove Tecnologie

I Giovani Democratici di Cantù vi initano alla loro iniziativa “Il lavoro in Brianza e le nuove tecnologie”. Argomento fondamentale in una societa come la nostra che non solo riguarda un gruppo ma riguarda uno dei diritti fondamentali del singolo individuo o cittadino.

Relatori :Volantino Lavoro.0
– Enrico Brambilla: capogruppo e consigliere regionale del Partito Democratico in Lombardia. Nel suo intervento tratterà l’argomento del lavoro riguardante i giovani e come introdurre questi nel mondo del lavoro, considerando un approccio ravvicinato con le nuove tecnologie che ora il mercato richiede;

-Giovanni Colombo: architetto dell’albo Monza e Brianza. Nel suo intervento tratterà l’argomento della qualità nei prodotti. Aspetto fondamentale per un giovane che intende immettersi nel mondo del mercato. Così che abbia una maggiore conoscenza e formazione teorica professionale.

-Enrico Benati: titolare dell’azienda “Benati Enrico & C”, torneria metalli. Nel suo intervento racconterà la sua esperienza da imprenditore e il cambiamento che le nuove tecnologia hanno portato all’interno del suo posto di lavoro.

Vi aspettiamo venerdì 8 aprile all’Enaip di Cantù alle ore 21:00.
Ingresso gratuito. Vi aspettiamo!

Luca Emilcare
Segr. cittadino Giovani Democratici di Cantù

Noi europei abbiamo l’obbligo di non dimenticare

La giornata della memoria è un avvenimento che ha segnato la storia non solo dell’Europa ma di tutto il Mondo. L’Italia ha fondato la giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali e coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.
Così, vi consigliamo la lettura dell’articolo “Una giornata profondamente Europea” del quotidiano il Sole 24ore.
Buona lettura.

Una giornata profondamente Europea

Molti hanno la tentazione di pensare che il giorno della Memoria sia una ricorrenza ebraica. Come lo Yom Kippur: una celebrazione triste di una storia e una reimg_64708_108223ligione che riguardano una minoranza, europei per caso o per accidente della storia. Quello di oggi, invece, è un giorno profondamente europeo: vuole ricordare sei milioni di europei di religione ebraica trucidati con metodi industriali da altri europei. E con molti altri europei indifferenti testimoni del massacro. La guerra che 70 anni fa si concludeva non ha ucciso solo ebrei. Ha causato la morte di più di 60 milioni di esseri umani, il 3% della popolazione mondiale. Più della metà europei, di ogni nazionalità. Ma gli ebrei, come i rom, non furono trucidati perché cittadini di uno Stato nemico, perché fascisti, liberali o comunisti. La loro “diversità” era a prescindere. E l’Olocausto non fu che il conato finale di un antisemitismo millenario, frutto della cultura cristiana europea: ortodossa, cattolica, protestante, nessuno può chiamarsi fuori. Per questo oggi è il giorno della memoria di tutti noi europei, passati attraverso le nostre dannazioni per raggiungere questo grado di civiltà al di sopra dell’antisemitismo. Le ultime vicende di Parigi hanno rimesso in discussione il compimento di questo viaggio europeo attraverso il suo proprio inferno. In questi giorni di ricorrenza 32756della Shoah è apparso chiaro il sospetto di molti, spesso la convinzione, che l’Europa sia tornata a essere un luogo dove gli ebrei non sono accettati. Anche prima dell’assalto al supermercato kosher, e non solo in Francia – si sostiene – da qualche anno gli ebrei sono di nuovo obiettivi dell’antisemitismo: il continente sarebbe tornato all’antico male. Invece non è così, l’Europa non è più antisemita.

Questo non vuol dire che il mostro sia scomparso: come la prostituzione, la droga e la stupidità, l’antisemitismo è un cancro che forse non sarà mai debellato. Ma è dal 1945 che in Europa non c’è un solo governo che abbia applicato leggi o comportamenti antisemiti. Nemmeno in Polonia (forse solo in Ungheria è in corso una regressione). Oggi diamo la cosa per scontata, ma se guardiamo agli ultimi duemila anni della nostra storia, è un risultato straordinario. Gli episodi d’intolleranza antisemita sono in forte aumento ma non è antisemitismo come lo abbiamo sempre inteso: è il tentativo forzato di trasferire in Europa un conflitto politico mediorientale. La stragrande maggioranza delle violenze è compiuta da immigrati o cittadini di origine araba e/o musulmana, che confondono gli ebrei con Israele. È un fenomeno preoccupante: anche molti fra coloro che hanno preso le distanze dagli attacchi terroristici non sono così pronti a condannare le violenze quando le vittime sono gli ebrei, cioè automaticamente gli israeliani, per il loro sguardo semplificatore.

Ai nuovi concittadini musulmani, anche loro ormai europei, abbiamo l’obbligo di riconoscere che ormai sono loro, più degli ebrei, le vittime principali dell’intolleranza razziale di matrice europea, di neofascisti e leghisti indigeni. Ma ai musulmani dobbiamo dire con fermezza che la loro nuova patria non può accettare comportamenti che mettano in pericolo la vita dei cittadini europei: sostenitori o no di Israele, gli ebrei sono cittadini europei. L’ebraismo è un pilastro fondante della nostra civiltà.
In qualche modo assomigliando a quei musulmani che trasformano l’Europa in un campo di battaglia della ques–tione palestinese, anche in Israele e fra alcuni suoi sostenitori si commette il deliberato errore di equiparare politiche non gradite e antisemitismo. L’Ue è contraria all’allargamento degli insediamenti nei Territori occupati quanto Obama. Diversamente da quest’ultima, tuttavia, noi siamo più coerenti. Alla politica cerchiamo di legare un’azione: il boicottaggio dei beni israeliani prodotti nelle colonie. Per molti questa è la prova di una continuità: l’antisemitismo europeo. È falso e piuttosto offensivo. Non si tratta di un boicottaggio a Israele, verso il quale riconoscimento, sostegno e buone relazioni non sono mai venute meno. Mai l’Europa, criticando Israele, ha messo in discussione la piena legittimità d’Israele.

Ritornando alla giornata della Memoria, liberata dai tentativi di uso politicogiornata-della-memoria-L-i50vbK della ricorrenza, Pagine Ebraiche, la rivista delle Comunità italiane diretta da Guido Vitale, denuncia una pericolosa assuefazione: la gente tende a ricordare sempre di meno. Il tempo, ormai 70 anni, e le testimonianze dirette che fatalmente diminuiscono, non sono giustificazioni sufficienti.

Noi europei abbiamo l’obbligo di non dimenticare, di vigilare e di trasmettere la memoria di un orrore e di una redenzione europea.