Valori e principi

Quando sentiamo critiche di matrice antipolitica è facile pensare che l'impegno nella giovanile di un partito non sia la scelta migliore.
Noi pensiamo che lo sia, per una serie di motivi, che riassumiamo molto brevemente in questa pagina.

1. Perché GD
2. Le origini, il manifesto dei valori del Partito Democratico
3. Parole sagge dal Presidente Napolitano

Quando agli eventi cerchiamo di trovare altri ragazzi interessati al nostro progetto e alle nostre attività distribuiamo questo volantino.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=321497657904007&set=a.321497507904022.86305.170085119711929&type=3&theater
Garibaldi è un riferimento importante non solo per il ruolo chiaramente fondamentale ricoperto nel risorgimento italiano, ma anche per la sua visione, già nel 1860, profondamente e convintamente europeista, nella quale pensiamo si ritrovi anche il PD, il nostro partito.
Noi utilizziamo questo volantino da mesi, ma ci piace mettere qui, nella nostra pagina di presentazione, il video in cui Benigni ha, alla chiusura dei festeggiamenti per il 150esimo dell'unità d'Italia, ricordato la figura di Garibaldi, e insieme quelle di Mazzini e Cavour.
Siamo giovani ma conosciamo la storia, e vogliamo ispirarci a valori altissimi. Siamo giovani e pensiamo che quello che noi facciamo oggi sarà importante per il futuro, e quindi ci ispiriamo anche a personaggi che hanno avuto, in tempi in cui sembrava impensabile, la forza di avere una visione di ampio respiro. httpv://www.youtube.com/watch?v=crmSxF_i5B8

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Le origini, il manifesto dei valori del Partito Democratico
Di seguito alcuni estratti dal manifesto dei valori, che riteniamo particolarmente significativi
Le ragioni del Partito Democratico
La nascita del Partito Democratico ha creato le condizioni per una svolta, non soltanto politica, ma anche culturale e morale, nella vicenda italiana. …. Questa è la novità del Partito Democratico. Nasce un partito che è determinato ad affrontare il nodo che sta soffocando il paese: la mancanza di una democrazia forte, in grado di decidere. Proprio perché non si riconosce più in rigide ideologie di appartenenza, la società italiana ha bisogno di un nuovo quadro politico di riferimento. …. La vocazione maggioritaria del Partito Democratico, il suo proporsi come partito del Paese, come grande forza nazionale, si manifesta nel pensare se stesso, la propria identità e la propria politica, non già in termini di rappresentanza parziale di segmenti più o meno grandi della società, ma come proiezione della sua profonda aderenza alle articolazioni e alle autonomie civili, sociali e istituzionali proprie del pluralismo della storia italiana e della complessità della società contemporanea, in una visione più ampia dell’interesse generale e in una sintesi di governo, che sia in grado di dare adeguate risposte ai grandi problemi del presente e del futuro. Nasce da qui l’esigenza di costruire un bipolarismo nuovo, fondato su chiare alleanze per il governo e non più su coalizioni eterogenee, il cui solo obiettivo sia battere l’avversario
Un partito aperto nel mondo globalizzato
… È questa realtà in costante mutamento che rende necessario un ripensamento della politica e una ridefinizione dell’idea e dei poteri degli Stati nazionali. Sta qui la ragione per cui i grandi partiti che dominarono le società industriali del Novecento appaiono ormai anacronistici. … La costruzione dell’unità dell’Europa, il più straordinario progetto politico che ereditiamo dal Novecento, è il contesto più favorevole per affermare un nuovo umanesimo. Noi europei abbiamo una storia che, anche attraverso i suoi errori e i suoi drammi, ha elaborato culture, valori e idee che oggi permettono di definire e perseguire obiettivi fondamentali per il mondo intero: gestire in modo democratico ed efficace i processi di globalizzazione; liberalizzare i mercati e, nello stesso tempo, diminuire le disparità economiche fra nazioni, regioni e ceti sociali; edificare un solido progetto di libertà e di giustizia; dare concretezza alla prospettiva di uno sviluppo sostenibile. L’Europa ha abbattuto le barriere che separavano popoli diversi, riunendoli intorno a regole comuni e a istituzioni condivise, e trasformando le vecchie frontiere in luoghi di scambio, di incontro, di cooperazione. L’Europa rappresenta, sul piano internazionale, un modello di identità nella diversità che il Partito Democratico intende realizzare al suo interno e auspica di promuovere nell’intero Paese. Ci ricorda che l’autentica vocazione dell’Italia è essere luogo di mediazione, di dialogo, di incontro tra diverse civiltà in Europa e nel Mediterraneo.
Un’Italia più libera, più giusta e più prospera
Noi vogliamo un’Italia più libera, più giusta e più prospera. I nostri principi ispiratori sono da un lato la valorizzazione dei talenti e dei meriti; dall’altro la promozione di un tessuto sociale egualitario e solidale, in cui nessuno si perda o resti indietro. …. Compito dello Stato non è interferire nelle attività economiche, ma fissare le regole per il buon funzionamento del mercato, per mantenere la concorrenza anche con politiche di liberalizzazione e per creare le condizioni di contesto e di convenienza utili a promuovere innovazione e qualità. …. Rimettere in movimento le forze produttive, l’intelligenza, la creatività, la cultura non sarà una operazione indolore. Comporta uno scontro duro con privilegi grandi e piccoli molto ramificati. Proprio per questo il Paese ha bisogno di una forza politica che abbia il coraggio di affrontare quel groviglio di compromessi che ha creato rendite corporative o speculative, favorendo il lavoro nero e l’esclusione relativa delle donne e dei giovani dalle attività produttive, che ha alimentato le arretratezze dei servizi, della scuola, della ricerca, della giustizia, della pubblica amministrazione. Noi intendiamo affrontare questo compito.

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Giorgio Napolitano Lectio Magistralis del 30 gennaio 2012 Università di Bologna
Tale consapevolezza è importante per elevare il livello della pratica politica; negli ultimi tempi essa si è venuta piuttosto smarrendo, almeno in Italia, nel quadro di una più generale tendenza al distacco della politica dalla cultura, all’indifferenza verso la cultura. E non occorre sottolineare quanto questa tendenza sia esiziale e come ci si dovrebbe impegnare a superarla. … Imparai presto che il banco di prova della capacità di un’organizzazione politica di perseguire obiettivi di efficacia generale sta nel suo calarsi nelle logiche e nelle regole delle istituzioni rappresentative. … Senza confondersi e nemmeno allearsi tra loro, questi partiti già oggi si cimentano su grandi problemi comuni: come quelli della definizione di nuove regole capaci di arginare e governare l’area tanto dilatatasi, anche in senso speculativo, della finanza ed il potere di condizionamento dei relativi, incontrollati mercati globali. O come quelli della promozione di politiche di sviluppo sostenibile – anche socialmente sostenibile – secondo i principi della libertà d’iniziativa, della libertà degli scambi, del rispetto dei diritti umani e della dignità del lavoro.

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